23 settembre 2006

 

Echelon all'Italiana - prove tecniche di ricezione

Che conoscere i fatti altrui fosse un'attività diffusa era cosa nota, ma che addirittura ci fosse un mercato delle informazioni, ha stupito anche i più smaliziati. L'elemento che però rende tutta questa vicenda molto oscura è che non si capisce “da che parte tirasse il vento” di chi muoveva i fili di ste baldanzosi 007. Per dirla con parole povere, il referente ultimo, il boss, era a favore di chi governa, o di chi si oppone (ok, visto come sta “opponendosi” il centro-destra negli ultimi tempi, avrei fatto bene ad anteporre il condizionale, ma non esuliamo). A primo acchito, visto chi c'era (Tronchetti Provera) e chi c'è (Rossi) alla testa della società che tecnicamente rendeva possibili le intercettazioni, verrebbe ovvia la risposta, ma non mi spiego allora perché intercettassero Della Valle, De Benedetti, ecc. ecc. Non sono loro amici? Non hanno le stesse mire e gli stessi interessi? Forse mi si potrebbe rispondere che “la testa” non sapeva cosa faceva “il braccio”, ovvero che la direzione non sapesse cosa facessero i suoi dirigenti, ma è davvero strano, considerando la quantità (si parla di migliaia) di intercettazioni e relativi dossier, e soprattutto la statura dei dirigenti coinvolti, che non erano semplici impiegati di 3 grado, corrotti con un panino alla mortadella (opsss, scusate il riferimento), ma bensì dirigenti che avevano il compito di vigilare e riferire ai massimi vertici (perlomeno all'amministratore delegato) e che per i servizi offerti hanno incassato milioni di Euro. Che ci sia una regia alle spalle, sembra quasi obbligatorio, ma rimane davvero difficile capire chi sia. Tanto più che è notizia di oggi, anche se il Corriere la relegata dopo la 10 pagina, quasi fosse scontento di non poter più puntare direttamente il dito su Silvio, che era pedinata anche la figlia del Leader della casa delle libertà. Nei prossimi giorni ci aspettano una serie di appuntamento, non ultimo la relazione “del pazzo” (l'ha detto lui, ricordate: “ma siamo matti? Riferire in parlamento?”), che forse schiariranno un po il quadro, o forse, come invece accade con sempre maggior frequenza, la “informazione libera” (che tutti sappiamo essere pressoché defunta in Italia, ad esclusione di Feltri e pochi altri) ci riempirà di così tanto nulla, da renderci il cervello intorpidito. Non ci rimane che aspettare e vedere quali saranno i prossimi sviluppi, ricordandoci di spegnere il cellulare, il computer, il decoder satellitare, accendere un bel falò e, muniti del primo tappeto che ci capita sottomano, cominciare ad inviare segnali di fumo...

12 settembre 2006

 

Grazie America

Non ho alle mie spalle abbastanza lustri da poter dire di aver visto con i miei occhi la grande guerra, ma da quando sono capace di intendere e volere, so che devo ringraziare l'America. Non so perché, non so se sia colpa o merito dei telefilm come l'uomo da sei milioni di dollari, dove i cattivi hanno sempre l'accento russo, o per merito dell'effetto ipnotico delle treccine della ragazzina della casa nella prateria, ma so che è così. So anche che l'America non è un paradiso, che non tutto è come appare, nella terra del grande sogno, ma so anche la cosa forse più importante: America=democrazia. Quale altro paese sarebbe in grado di subire un attacco terroristico con migliaia di morti, e contemporaneamente sopportare che qualcuno di loro dubiti addirittura che siano davvero esistite queste persone. In un paese Europeo a caso (con i governanti attuali), se succedesse ciò che è successo a manhattan, istituirebbero l'ora di corano obbligatoria, ma non a scuola, direttamente a casa. Assumerebbero qualche decina di migliaia di imam, ed invierebbero buoni del tesoro gratuiti per tutti i cittadini arabi, che poveretti, hanno solo milioni di tonnellate di petrolio come patrimonio... E notizia di ieri che in Arabia hanno vietato cani e gatti perché troppo “occidentali”, ed hanno ordinato, non invitato, chi li possedesse a consegnarli alle autorità religiose, o meglio, a liberarsene loro stessi. Ma dico, vi rendete conto? A volte, riflettendo sulle pecche della democrazia, mi rendo conto che forse, la vera causa della sua dipartita, se mai avverrà, sarà proprio l'eccesso di libertà che viene concessa a chi la compone, ma senza di essa non ci sarebbe la democrazia stessa. Ok, ok, mi sto perdendo, e non vi tedierò dicendovi come la penso sulle speculazioni a caccia di audience, fatte dalla TV di stato e da Prodiset, opss, Mediaset, non commenterò la “riunione della vergogna” tenutasi nei palazzi che appartengono ad ognuno di noi, ma una cosa, ancora una volta, consentitemi di dirla: GRAZIE AMERICA (always with you and always by your side).

10 settembre 2006

 

L'unica cosa veramente chiara è che la confusione impera

Da tempo non scrivo nulla, vuoi per impegni o per mancanza di voglia (e perché no, anche mancanza di idee), ma sta di fatto che non commento la politica Italiana da almeno un paio di mesi. Sono rimasto uno spettatore passivo (salvo nelle piacevoli accese discussioni tra amici di opposte idee politiche) di quello che accadeva, e ve lo devo dire, sono al limite della nausea. Non capisco cosa stia succedendo ai nostri rappresentanti politici. D'accordo, l'informazione Italiana è quello che è (mediaset è più a sinistra di Fausto, nella speranza che non la brucino additandola come la salem del 2000, mentre la RAI si sta rifacendo il trucco, pronta a prostituirsi ai “nuovi” venuti), non ci si può certo aspettare che ci raccontino la quotidianeità degli accadimenti politici, senza condirla con un pizzico di sano (a dir loro ovviamente) correttivo di sinistra, ma anche i nostri ci si mettono proprio di impegno a non dire nulla, anche parlando ore. Non voglio fare la loro stessa fine, così dividerò le mie riflessioni, per argomento, sviluppandole singolarmente.

Casini, Follini e l'UDC
Ma che cavolo state facendo?!? Scusate ma l'avevo proprio sulla punta della lingua (opss, dei polpastrelli) la frase. Prima si scopre che c'era una specie di accordo segreto tra l'UDC e Mastella, consistente, volendo credere al secondo, in un piano per diventare una forza politica in grado di condizionare le scelte di chi fosse stato chiamato a governare (glielo dice qualcuno che assieme non raggiungono neppure il 10% dei consensi, o aspettiamo che se ne accorgano da soli?). Poi, senza colpo ferire, Casini se ne esce con la frase “non voglio morire Berlusconiano”, scusate se mi ripeto, ma ci vuole; ma che cavolo state facendo? Sbaglio o meno di sei mesi fa avete fatto campagna elettorale raggranellando voti nel serbatoio di centro destra, ma soprattutto, chiedendo voti per governare assieme al Sig. Berlusconi? Ora che cosa è successo? I mal pensanti direbbero che era un copione già pronto da mesi, che il Sig. Follini puntava su una sonora sconfitta del centro destra, per poter arrivare su un lucente cavallo bianco, brandendo uno “scudo crociato” e dicendo “lo dicevo io”. Bhe, se prima avevo un margine di dubbio, ora non l'ho più. È proprio così, altrimenti non mi spiego il perché della frase attribuita allo stesso Follini, per cui l'UDC dovrebbe uscire dal centro destra per andare a collocarsi al centro, si, del nulla. Se avessero un briciolo di senso del pudore (davvero, non ne servirebbe tanto, solo un pochino), Follini, Tabacci, e quelli che la pensano come loro (per fortuna non tutto l'UDC) dovrebbero dimettersi immediatamente, chiedendo scusa ai propri elettori, per aver promesso loro di rappresentarli, governando nel centro destra se eletti, o facendo opposizione, ma sempre nel centro destra se avessero perso. Nessuno dice che non sia possibile cambiare idea, ci mancherebbe, ma si va in parlamento “a nome di”, non per scelta divina. Se si cambia idea così radicalmente, non si rappresenta più chi elegge, e se si ha la pretesa di conoscere così bene il proprio elettorato, allora non si dovrebbe avere così paura dell'urna.

La missione in Libano
Quando ho appreso la notizia che in commissione il centro destra aveva votato a favore mi sono stupito ed ho pensato: ma solo io mi sono preso la briga di leggere il testo della risoluzione ONU? Nella prima risoluzione, le regole di ingaggio non erano neppure citate, si accennava alla volontà di interporre forze armate tra i due schieramenti. Due schieramenti? Ma se da una parte ci sono dei terroristi che lanciano i razzi dalle case abitate per non essere colpiti, e per poter mostrare i corpi dei civili nel caso in cui dovessero davvero decidere di far smettere i lanci. Mi si risponderà, se si vuole polemizzare, che non hanno altro modo di combattere, vista la superiorità militare di Israele. Questo ovviamente prima di sapere che gli Hezbollah usano aerei robot teleguidati per capire dove indirizzare i razzi, prima di sapere che il costo delle centinaia di razzi spediti verso i civili Israeliani e di svariati milioni di Euro. In buona sostanza, stanti così le cose e senza una precisa indicazione su chi debba disarmare i terroristi e in quanto tempo vada fatto, la missione in Libano si trasformerà nell'ennesima missione senza fine, tanto costosa quanto inutile, sperando di non dover contare anche delle perdite umane (che aimé invece ci saranno). Se il governo Italiano vuole davvero un voto unanime di tutti gli schieramenti, richieda con la stessa fermezza che ha utilizzato per smuovere la Francia e l'Europa, che venga indicato quanto detto prima, altrimenti il centro destra non voti a favore ma si astenga (badate bene che NON ho scritto voti contro, ma si astenga, consapevole che in Senato ha la stessa valenza ai fini contabili, ma non ai fini politici). Non si può mettere sullo stesso piano chi attacca da chi viene attaccato. Se poi succedesse che il governo, in seguito alla mancata maggioranza in Senato, si trovasse nella impossibilità di convertire il decreto, allora che chieda, apertamente, onestamente e senza reticenze l'appoggio del centro destra. In questo caso, solo in questo caso, si dovrebbe votare la legge di conversione, e subito dopo la sua approvazione, si dovrebbe fissare la data delle nuove consultazioni, visto che diverrebbe palese la mancata capacità di legiferare in politica estera, e quindi, di governare.

Questi sono gli argomenti che maggiormente mi punzecchiavano le terga in questi giorni, ne ho altri, ma li riservo per altri post, così da poter tornare presto, e magari con regolarità, a scrivere.

01 giugno 2006

 

Alla fine contano di ricontarli sti voti oppure no?


Certo che è proprio uno strano posto il nostro “belpaese”, si susseguono gli eventi (la indegna appropriazione della massima carica da parte dei “sinistri democratici”, le elezioni amministrative, la preparazione del referendum, la grazie a condannati con sentenza passata in giudicato, per più di un processo, ecc. ecc.) ma nessuno sa rispondere ad una domanda tanto semplice quanto scontata, ma sti benedetti voti nulli, questo milioncino di voti gettati nella pattumiera, li controlliamo oppure no? E se si, quando? Sappiamo che a verificarli saranno le commissioni di camera e senato, sappiamo che per ciò che concerne il senato, la commissione è presieduta da un esponente della CDL, ma non sappiamo la cosa più importante, quando. Quasi tutti gli esperti concordano su una cosa, visto il regolamento del senato, nessuno può sapere con precisione quanto tempo occorrerà, e questo non fa altro che aumentare la sensazione di fastidio che tutta la vicenda ha generato. Come è possibile tutto ciò in un paese che da più di una decina di lustri si definisce democratico? Molti elettori della CDL stanno vivendo la cosa in maniera alquanto frustrante, la sensazione è quella di chi assiste al furto dell'arredamento e dei beni di casa propria, guardando i ladri che con calma serafica entrano ed escono portandosi via ogni volta qualcosa. Il timore è che le guardie arrivino quando oramai non c'è rimasto più nulla da rubare.

 

Astensione e Astenuti

Oggi su Libero Renato Farina ha scritto un ottimo pezzo sull'astensione al voto che c'è stata in occasione delle Amministrative. L'elemento più apprezzabile, a mio giudizio, dell'articolo è la volontà di non drammatizzare ciò che è successo, mantenendo al contempo la consapevolezza di dover valutare criticamente il risultato. Che gli astenuti fossero prevalentemente nelle fila della CDL lo si sapeva, si sapeva anche che molti degli elettori sono ancora “storditi” dalla batosta di aver vinto (in termini numerici) ma di non poter governare, anzi, di vedersi trattare come se avessimo racimolato a mala pena i voti per superare lo sbarramento. Molti commentatori, con il senno di poi hanno detto di aspettarselo in cuor loro questo risultato, peccato che nessuno l'avesse realmente previsto, specie di questa portata. Le ragioni sono molteplici, ed ormai sviscerate ed analizzate un po da tutti. In primo luogo il disinteresse storico verso la politica dell'elettore tipo della CDL, che solitamente è meno partecipe, specie in occasione delle elezioni amministrative, in seconda battuta si deve valutare il peso dei candidati messi in campo (ma non attribuirei troppo valore a questa ipotesi, visto che Milano aveva un candidato “Sponsorizzato” da mesi, senz'altro di alto livello politico) e per terzo, l'elemento di profonda insoddisfazione per ciò che è successo dopo il 9/10 aprile. Valutare e capire tutte le motivazioni che hanno portato a questo risultato (che ricordiamolo, ha visto un calo del 16,2% alle provinciali, dove si è passati dal 75,8% al 59,6%) è sicuramente molto importante, ma ancora più importante è capire che non ha un valore assoluto, che non è un segnale di cedimento. Se facciamo questo, se dibattiamo sulle motivazioni che hanno portato alla sconfitta (anzi, al mancato raggiungimento del risultato che ci si attendeva, visto che in sostanza la situazione ha visto realizzarsi l'ennesimo pareggio, lasciando quasi immutate le singole situazioni) senza vedere in questa la fine della CDL stessa, come molti paventano, sarà il segno che siamo forse maturi per fare il primo posso verso il “partito del popolo” o come si chiamerà il partito unitario del centro destra, ma questa forse è un'altra storia.

21 maggio 2006

 

A volte ritornano

Sono passati alcuni mesi, e chi mi ha scritto in privato, in parte sa perché per tutto questo tempo non ho posato alcun messaggio. Nulla di che, a distrarmi dal pregevole ruolo di commentatore di me stesso, erano dei banali motivi di lavoro, che, avviso prima chi mi ha scritto, potrebbero ripresentarsi. Detto questo vorrei commentare brevemente (in realtà avrei fiumi di parole in merito, che arginerò con la diga della sintesi che mi sono imposto) l'articolo di Biagi (Enzo) sul Corriere della sera on line. Che l'illustre politologo (so che la sola definizione appena esposta lo farebbe diventare verde di bile, e consapevole, mi fregio del risultato che otterrei) fosse orientato a sinistra era ormai cosa risaputa, anche se sporadicamente, qua e là nello stagno politico che è l'unione c'è ancora qualcuno che sostiene sia super partes. Ciò che forse non è così evidente è la amara sconfitta di chi, dopo aver preparato il proprio ritorno in società con tanto di pompa magna, si deve accontentare di scrivere 296 parole a commento della, a suo parere, “debacle” del leader del centro destra. Lo fa con una violenza di argomenti che definire inaudita è riduttivo. Gode nel vedere l'odiato nemico “molto teso, con la pelle più tirata del solito e gli occhi a fessura” e poi ancora “seduto, immobile, le mani congiunte, a testa china”. Si esalta nel definirlo “un po' più alto di Napoleone, che entrava al Cremlino non sentendosi ospite ma lo zar”, dimenticandosi di volgere una volta ancora lo sguardo al primo specchio che incontra, per misurare la sua di stazza. E poi affonda il dente affilato in tanti anni di nutrimento a base di pane azimo, producendo un pensiero che si commenta da solo (ma noi lo aiuteremo in questo): “Poi, se Silvio Berlusconi ha potuto fondare un partito e addirittura diventare capo del governo, dovrebbe ringraziare quanti, soprattutto i comunisti, durante la Resistenza, hanno combattuto perché questo diventasse un Paese democratico”. Ma come, qualche riga prima aveva detto: “non dimenticasse che se è riuscito a costruire un impero dal niente, creare tre reti televisive come quelle di Stato, è stato grazie all'amicizia di un politico, Bettino Craxi”. Allora, che si decida, e merito dei comunisti, e merito di Craxi, è merito degli ufo, di Mazzinga Z, di tutti in somma, ma mai, mai e poi mai può essere merito suo. Come dicevo prima, avrei fiumi di parole a commento di quanto fin qui esposto. Mi limito per questioni di sintesi, mi limito per il rispetto che ho delle persone che se non fossero così accecate dalla rabbia, forse un contributo potrebbero davvero darlo a questo paese, mi limito, e concludo, per il rispetto che ho della democrazia, che consenta a chiunque di dire ciò che pensa. Una sola cosa vorrei che lei ricordasse (anche se so che mai leggerà queste parole), quello che per lei è un mostro politico (o un caimano come lo definisce il “democratico” e “rispettoso delle persone/regole”, Moretti) ha ottenuto la fiducia di più di 19, si, diciannove milioni di Italiani, non analfabeti, non idioti, ma semplicemente Italiani, come lei, ne meglio, ne peggio. Lo rispetti, se un domani vorrà essere rispettato.